Permettetemi un piccolo incipit...Siccome ho saputo da poco che il mio modo di fare cucina "sarebbe" vecchio e datato e che la mia "poca intelligenza" nn ha permesso ha questa "piccola" mente l'accesso a un non ben definito "giochino" tra food blogger...Vorrei presentarvi una preparazione che è davvero vecchia e datata ma che è piena d'amore,e ricordi ...Poco me frega(scusate il francesismo)di far vedere quello che so o che nn so fare,io cucino e lo faccio da più di 30 anni,tutto quello che posto è cibo che finisce nelle "pancine" dei miei famigliari e alle volte amici,nn faccio foto artistiche(le mie in verità sono proprio penose)nn lo faccio per farmi dire brava o per vendere spazi pubblicitari(mah!!???),faccio tutto con amore e con amore condivido,nn me frega nulla(arridaje ;-)di sotterfugi e altre cazzate(e qui ce vuole)io do l'anima e il cuore agli amici veri,agli altri...(silenzio)!
Ora che i mie piatti piacciano o meno, a me poco importa continuerò a postare scrivere e fotografare,chi parla a sproposito o solo per il piacere di farlo,sappia che questa è casa mia e a casa mia DECIDO IO!!!
Mi scuso con chi capirà poco,ma volevo fosse ben chiaro(tranqui cè chi capirà molto bene) che io nn chiuderò LA MIA CASA per delle simili scemenze,sono ignorante?Bene, allora tutto mi è concesso no?(di solito funziona così)
E ORA...MEGLIO CAMBIARE NE'...AHAHAHAHAH!
DICEVAMO...
Questa è Calajunco:una piccola perla incastonata tra le rocce delle isole Eolie,e come gia scritto in precedenza torna forte il mio legame con la Sicilia,cè un filo invisibile che mi lega a questa terra, che nel corso degli anni mi porterà più volte a tornare in un modo o nell'altro a vivere, pensare e ricordare quanto sia bella questa parte "di mondo".
Qualche giorno fa a casa di mia mamma è successo ancora...dovevo preparare la tavola apro un mobile in sala pieno di piatti e LUI era lì,bello come più di 23 anni fa e nn vi nascondo che il cuore ha incominciato a batte a 1000!
Nn ricordavo assolutamente di averne ancora uno,tanto meno che lo conseravsse mia madre;-)

Ora ve lo presento...
LUI...

E gia LUI è un piatto...LUI è il piatto!!!
Ai tempi ero giovane(tanto aahahaha)e dopo un'estate passata a lavorare nelle Marche,torno nella mia città e il primo lavoro che trovo è proprio in un ristorante che ancora una volta riporta nella mia vita, quel filo invisibile che così stretto mi lega a quella terra piena di storia e poesia(per chi nn l'avesso letto guardi più sotto..:-) )
IL CALJUNCO.
Ai tempi era un ristorante molto conosciuto e di moda tra i VIP ;-)
Era un locale piccolo ma bellissimo,tutto sui toni del blu chiaro ,con due piccole salette con alle pareti dei quadri del pittore Palumbo in mostra permanente, disegnati con una tecnica innovativa(così mi disse allora il maestro)dai colori azzurri chiarissimi,il soggetto nn poteva che essere uno solo...le isole Eolie,era uno spettacolo entrare e vedere tutto quel "mare"...:-))
Anche il Maestro Palumbo e sua moglie erano personaggi spettacolari...Lui alto e magro, magro con i pochi capelli lunghi che facevano da corona al suo viso luuuuuuungo ;-) La moglie Morticia Adams un pò più in carne...sempre vestiti di nero :-)))persone cmq spelndide!
Nulla in quella piccola bomboniera era lasciato al caso, dal legno di puro cigliegio della parete all'entrata che senza interruzioni(era costato una fortuna lo so ;-) formava il piccolo bancone del ricevimento ospiti,ai tavoli in legno massello,alle posaterie, ai piatti il logo che si vede era stato disegnato dal Dottore in persona ;-) è un nodo marinaro,le tovaglie arrivavano da Verona fatte a mano bellissime,i fiori sempre freschi e in bagno piccoli asciugamani di lino ricamati a mano,insomma come direbbe mia nonna...una vera sciccheria...ahahahah!
In sala,nn esistevano menù( ma vi assicuro che nessuno si lamentava)il menù era era in carne e ossa...Il DOTTOR CARNEVALE!!!
Lui, era il proprietario di quella meraviglia,lui, ricordo andava ai tavoli con il suo piccolo blocco a cui appoggiava la penna stretta nel pugno e incominciava sempre così... Stasera abbiamo...Fritturina reale...e qui iniziava la sua recita...eh si, recita,lui,i piatti li recitava nn li descriveva!
Aveva un modo incredibile di recitare i piatti,lui,si divertiva davvero,a lui,piaceva la sua cucina, il suo piccolo mondo,così tanto da trasmetterlo anche a chi in quel momento era nostro ospite...!Mi ricordo una sera,Bonacina e Veronelli a tavola,lo ascoltarono e poi alla fine del "racconto"...lo applaudirono, il Dottore nn si scompose con il suo dito indice in un modo che era solo suo, si tirò su gli occhiali neri e ringraziò;-)
Di base era una cucina di mare,ma potevi trovare piatti della vera tradizione sicula,rivisitati dal nostro chef...IO ai tempi nn guadagnavo molto,ma dopo la prima settimana di fatica,ci sarei rimasta anche gratis,ho imparato tantissime cose,erano gia un pò di anni che giravo nelle cucine, ma li tutto era diverso..sono stata aiutata,seguita "accompagnata,in quel posto c'era amore Vero per la cucina, la tradizione,la clientela, ma sopratutto c'era la voglia di insegnare anche agli altri.
Dopo il lavoro(vi assicuro finivamo tradissimo) il Dott.ci riuniva tutti, dai camerieri all'ultimo dei lavapiatti nella saletta superiore e li davanti ad un bicchiere di vino o alle volte ad un buonissimo risotto allo champagne(avanzo magari di una magnum ;-)si faceva il punto della giornata si discutevano e si disegnavano(sempre sul suo blocchetto :-) eventuali nuovi piatti,tutti avevamo voce in capitolo nessuno escluso...Che anni ragazzi,ero l'unica donna(oddio donna...ahahah)perciò ero coccolata ma anche strigliata se serviva,che scherzi mi hanno fatto :-)))
Ecco in un attimo, quel giorno, mi sono ritrovata ancora lì in quelle salette,oggi il Calajunco nn cè più,io sono una donna(vecchiaccia direbbe qualcuno ahahaha)ma non ho mai dimenticato chi con la sua passione,diede modo a me di imparare e vivere tutta quella meraviglia, che a distanza di anni porto ancora nel cuore.
E un piatto in particolare mi fa tornare in mente il Caljunco, il Dott. Carnevale e tutti i miei compagni di lavoro e avventura e a voi che leggerete vorrei dedicare...
Ogni famiglia ha la sua ricetta,io ho prepararto quella che mangiavamo noi al Calajunco, la prepararva lo chef Poletti sotto le direttive del Dottore,e visto che io sono in montagna e il tempo lo permette e visto che il mio modo di cucinare e vecchio e datato, regalo anche a voi questa vecchia ricetta;-)
Il nome a questa piatto pare sia stato dato(tantissimi anni fa...arridaje :-) dalla poetessa Adele La Manna Giuffrè di Termini Imerese,donna ricca e facoltosa ...(tutto vecchio qui nè...ahahahah)
LA PASTA INCACIATA

500 gr. di rigatoni
350 gr. di piccole polpettine fritte(trita,salsiccia, prezzemolo, aglio,peperoncino)
Passata di pomodoro
2 melanzane
1/2 cipolla
1 mazzo di basilico
1 noce moscata
Tuma siciliana
Ricotta infornata
Mozzarella
Evo
sale
Versare un poco di olio in un tegame e riscaldare leggermente.Friggere le melanzane e tenerle da parte, Poi rosolare la cipolla in poco olio, quindi aggiungere la passata di pomodoro e il basilico spezzettato,aggiungere le polpettine mescolare delicatamente e cuocere il sugo.Cuocere i rigatoni e, dopo avere eliminato l'acqua di cottura, mescolarli al condimento.Prendere una pirofila da forno e comporre degli strati con pasta, melanzane,i formaggi,un niente di noce moscata mettere in forno fino a quando la pasta si presenterà così...;-)


















